Guida · Senza intermediari

Come si cambia fornitore

Non serve chiamare nessuno, non si resta al buio e non si tocca niente in casa. Ecco cosa succede davvero, cosa ti serve avere sottomano e dove confrontare le offerte senza che qualcuno ci guadagni.

Il timore più comune è che cambiando fornitore possa succedere qualcosa: restare senza corrente, dover far venire un tecnico, ritrovarsi con un contatore nuovo. Non succede niente di tutto questo.

I fili sono gli stessi, il contatore è lo stesso, chi ripara i guasti è lo stesso. Cambia soltanto a chi paghi la bolletta.

Cosa cambia davvero

Non cambia
La rete e il contatore
L'energia arriva dagli stessi cavi e passa dallo stesso contatore. Il distributore, cioè chi possiede i fili nella tua zona, non si sceglie e non cambia mai: continua a leggere i consumi e a intervenire in caso di guasto, esattamente come prima.
Non cambia
La continuità della fornitura
Non c'è un momento in cui resti senza. Il passaggio avviene sulla carta, in una data stabilita: la sera prima paghi il vecchio fornitore, il giorno dopo il nuovo. In casa non te ne accorgi.
Cambia
Il prezzo dell'energia
È l'unica cosa che cambia davvero, e riguarda una sola voce della bolletta: quella della materia energia. Trasporto, oneri di sistema e imposte restano identici, perché sono decisi dallo Stato e non dal venditore.
Cambia
Chi ti manda la bolletta
Cambia il nome sulla fattura, il servizio clienti a cui rivolgersi e le modalità di pagamento che hai concordato. Se avevi un addebito automatico, va rifatto con il nuovo fornitore.

Come si fa, in pratica

La regola che semplifica tutto è una sola: parli soltanto con il fornitore nuovo. È lui che avvia il passaggio, avvisa il vecchio e si occupa della pratica. Tu non devi disdire niente.

Non chiamare il vecchio fornitore per disdire. È l'errore più costoso che si possa fare: una disdetta senza un nuovo contratto già attivo ti fa finire nei servizi di ultima istanza, che sono forniture di emergenza previste per legge e costano più di un contratto normale.

Serve avere sottomano poche cose, e sono tutte su una vecchia bolletta:

Quanto ci vuole e quando decorre

Il cambio non è immediato: richiede qualche settimana, perché deve passare dal distributore e dai sistemi che registrano chi fornisce cosa. Di norma parte dall'inizio di un mese, e la data esatta te la comunica il nuovo fornitore quando accetta la richiesta.

Nel frattempo continui a pagare il vecchio, senza interruzioni. Riceverai una bolletta di chiusura con i conguagli fino al giorno del passaggio: controllala, perché è il momento in cui emergono eventuali conguagli arretrati.

Il cambio può essere bloccato se hai bollette non pagate con il fornitore attuale. In quel caso va sistemata prima la posizione, altrimenti la richiesta viene respinta.

Hai quattordici giorni per ripensarci

Se il contratto lo firmi a distanza, cioè per telefono, online o con un venditore che si presenta a casa, la legge ti riconosce quattordici giorni per cambiare idea senza dover dare spiegazioni e senza penali. È il diritto di ripensamento previsto dal Codice del Consumo.

Il termine decorre dalla conclusione del contratto. Per esercitarlo basta comunicarlo al fornitore, meglio se per iscritto e conservando la ricevuta. Se il passaggio è già partito, viene annullato e tutto resta com'era.

Dove confrontare le offerte davvero

Quasi tutti i siti che confrontano le offerte guadagnano una provvigione quando attivi il contratto. Non è illegale e spesso è dichiarato in una pagina che nessuno legge, ma cambia quello che ti viene messo davanti.

Esiste un confronto ufficiale, gratuito e senza provvigioni: si chiama Portale Offerte, è nato da una legge del 2017 ed è gestito da Acquirente Unico per conto di ARERA, l'autorità che regola il settore. Nessuno paga per comparire in quell'elenco, quindi l'ordine non è in vendita.

Entrando con l'identità digitale puoi anche confrontare le offerte sui tuoi consumi reali invece che su una stima, ed è l'unico modo per capire davvero quanto spenderesti.

Noi non vendiamo contratti e non prendiamo provvigioni da nessuno: come si mantiene questo sito è scritto qui. Per questo possiamo dirti di usare il portale pubblico.

Le trappole al telefono

Chi ti chiama non è il tuo fornitore. La frase più usata è "la chiamiamo per un aggiornamento del suo contratto" oppure "per una verifica dei dati". Quasi sempre è un venditore di un'altra azienda, e la verifica dei dati serve a compilare un contratto nuovo.

Al telefono si conclude un contratto valido. Basta una registrazione con il tuo consenso: non serve firmare niente. Se non sei sicuro, la risposta giusta è sempre la stessa, chiedere che ti venga mandato tutto per iscritto e riattaccare.

Non dare mai il codice POD o PDR a chi ti chiama senza che tu l'abbia cercato. È l'unico dato che serve davvero per attivare un passaggio a tua insaputa.

Se ti ritrovi cambiato senza averlo chiesto, esiste una procedura di ripristino: si segnala al fornitore originario e, se serve, allo Sportello per il consumatore di ARERA.

Per capire quale voce della bolletta cambia davvero quando cambi contratto, c'è la guida su come si legge la bolletta. Le voci che restano uguali per tutti sono spiegate nella pagina sugli oneri di sistema. I prezzi all'ingrosso aggiornati ogni giorno sono nella pagina sui prezzi della luce.

Nota legale: I dati pubblicati su questo portale sono forniti a scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Osservatorio Energia Italia non è responsabile di eventuali errori, omissioni o ritardi nell'aggiornamento dei dati. Per decisioni economiche rilevanti, consultare sempre le fonti ufficiali e un professionista qualificato.