Prezzi carburanti aggiornati ogni giorno. Monitoraggio indipendente basato su dati ufficiali.
Il price cap non vale per tutte le pompe: un utente di OEI ha pagato la benzina self 2,199 €/l in un distributore IP in provincia di Novara. Leggi perché e come controllare il prezzo →
Il prezzo che paghiamo alla pompa è composto da quattro elementi distinti. Circa la metà del prezzo finale è fatta di imposte: l'accisa è fissa, indipendente dal prezzo del petrolio, e pesa in proporzione tanto più quanto più il greggio è basso (era oltre il 60% con la benzina a 1,75 €/L, è il 49% con la benzina a 2,15 €/L nel settembre 2026).
L'accisa sulla benzina in Italia è 0,6726 €/L dal 1° gennaio 2026 (legge di bilancio 2026, che l'ha allineata a quella del gasolio; prima era 0,7284 €/L) — una delle più alte d'Europa. Nascosta all'interno ci sono decine di "balzelli storici" mai rimossi, tra cui contributi per la guerra d'Etiopia del 1935, il disastro del Vajont (1963) e il terremoto del Belice (1968).
La struttura fiscale del carburante italiano è tra le più opache d'Europa. L'IVA viene applicata non solo al costo industriale del carburante, ma anche sull'accisa stessa — in pratica, paghiamo una tassa su una tassa.
| Componente | Valore €/L | % sul prezzo | Tipo |
|---|---|---|---|
| Costo greggio (Brent) | ~0,56 | 26% | Variabile |
| Raffinazione + logistica | ~0,53 | 25% | Semivariabile |
| Accisa benzina (dal 1° gen 2026) | 0,6726 | 31% | Fissa |
| IVA 22% | ~0,39 | 18% | Sul totale |
| Totale alla pompa (self, media settembre 2026) | ~2,156 | 100% | — |
Il prezzo della benzina in Italia cambia in funzione di tre variabili principali: il prezzo del greggio Brent sui mercati internazionali, il tasso di cambio euro/dollaro (il petrolio è quotato in dollari) e i costi di raffinazione e logistica.
Quando il Brent sale di 10 dollari al barile, il prezzo alla pompa aumenta di circa 4-5 centesimi al litro. Tuttavia, la trasmissione non è simmetrica: quando il greggio sale, i prezzi alla pompa si adeguano in 1-2 settimane; quando scende, i prezzi impiegano mediamente 3-5 settimane a calare. Questo fenomeno è documentato in letteratura come effetto "rocket and feather".
Le accise, invece, sono completamente fisse: non cambiano al variare del prezzo del petrolio. Questo significa che quando il Brent è basso, la componente fiscale pesa proporzionalmente di più sul prezzo finale.
Uno dei problemi più segnalati dagli automobilisti italiani è il prezzo della benzina sulle autostrade. Mediamente, i distributori autostradali praticano prezzi superiori del 15-25% rispetto alla media della rete ordinaria. Nei casi più gravi monitorati dall'Osservatorio Energia Italia, lo scarto supera il 35%.
Le ragioni ufficiali includono i costi fissi più alti delle aree di servizio autostradali (canoni concessori, personale H24, servizi aggiuntivi). Tuttavia, l'opacità delle concessioni e la sostanziale mancanza di concorrenza in tratta contribuiscono a mantenere i prezzi elevati.
Fare benzina fuori dall'autostrada prima di un viaggio lungo può far risparmiare fino a 15-20 euro per pieno da 50 litri. Nei distributori autostradali con spread superiore al 30%, il risparmio supera i 30 euro.
L'Italia non è il paese europeo con la benzina più cara in assoluto, ma ha una delle componenti fiscali più elevate. Paesi come Olanda, Svezia e Finlandia hanno prezzi simili o superiori al nostro, ma con sistemi fiscali più trasparenti. La Germania, pur con accise paragonabili, beneficia di un mercato del carburante più competitivo.
I paesi dell'Europa dell'Est (Polonia, Ungheria, Romania) pagano mediamente 20-30 centesimi in meno al litro, grazie sia a imposte più basse sia a costi logistici inferiori per la vicinanza ai paesi produttori.
Prezzi carburanti aggiornati ogni giorno. Monitoraggio indipendente basato su dati ufficiali. I prezzi sono medie nazionali: non rappresentano il minimo disponibile né il prezzo della singola stazione. Ultimo aggiornamento: —.